Maranza 2.0: Social, periferie e il bisogno di appartenenza

Chi sono i “maranza” e perché stanno tornando?

Se negli anni ’90 erano un fenomeno di periferia raccontato da Jovanotti, oggi i maranza 2.0 si diffondono velocemente grazie ai Social, diventando un fenomeno virale tra i più giovani. Ma cosa c’è dietro questa tendenza?

👉 Secondo Émile Durkheim, quando la società si disgrega e mancano regole condivise, i ragazzi cercano gruppi di riferimento. Oggi i Social offrono proprio questa illusione di comunità, creando sottogruppi autoreferenziali che danno un’identità e un senso di appartenenza.

📌 Perché i Social amplificano il fenomeno?

I meccanismi di ingaggio delle piattaforme – come il rinforzo intermittente (premi e punizioni digitali) e l’apprendimento per imitazione – portano i ragazzi a replicare nella vita reale i modelli di comportamento visti online, spesso senza sviluppare un pensiero critico autonomo.

🔎 Cosa dice la psicologia?

👨🏫 Il professor Giuseppe Pantaleo spiega che il nostro cervello, se sovraccarico di stimoli, torna a ragionamenti semplificati: tutto diventa bianco o nero, giusto o sbagliato, senza sfumature. Questo porta a comportamenti impulsivi, istintivi, tipici dei maranza.

💡 Come aiutare i ragazzi a sviluppare una vera identità?

Più dialogo, meno giudizio: capiamo i loro bisogni invece di etichettarli.

Educazione digitale: insegnare a usare i Social in modo consapevole.

Esperienze reali di gruppo: lo sport, il volontariato, la cultura possono offrire alternative sane di aggregazione.

💬 E tu? Cosa pensi di questo fenomeno? Hai esperienza con ragazzi che si riconoscono in questa tendenza? 

📖 Fonte: intervista a Giuseppe Pantaleo su Corriere della Sera, sezione Figli & Genitori.